Commercianti e Artigiani: I contributi nel 2011
Resta ferma anche quest’anno al 20 per cento l’aliquota contributiva dovuta da commercianti e artigiani.
In realtà solo per i commercianti è stato previsto uno 0,09 per cento in più a titolo di aliquota aggiuntiva, per consentire loro di ricevere un indennizzo pari a 467 euro mensili nel caso in cui decidessero di cessare l’attività prima del compimento dell’età pensionabile (60 anni per la donna e 65 per l’uomo).
Ma vediamo quanto si deve versare all’Inps quest’anno.
Il contributo minimo sale a € 2.923,50 per i commercianti e a € 2.910,40 per gli artigiani.
Se il reddito di impresa invece supera il minimale di € 14.552,00, sulla somma eccedente, in aggiunta al contributo minimo, i commercianti e gli artigiani debbono rispettivamente versare il 20,09 per cento e il 20 per cento in due rate di pari importo coincidenti con le scadenze del pagamento del primo e secondo acconto dell'Irpef.
La tabella consente di rilevare oltre al minimale e massimale di reddito anche le aliquote più elevate di un punto in presenza di una determinata fascia di reddito.
Sconto per gli ultra 65enni
I commercianti e gli artigiani che abbiano già superato il 65° anno e siano già pensionati Inps possono versare un contributo ridotto del 50 per cento.
La riduzione parte dal mese successivo al compimento dell'età anche se la domanda viene presentata successivamente.
E' un'opportunità che consente di risparmiare sul versamento, anche se si avrà un importo minore dei supplementi di pensione a cui si ha diritto
Colf: nuovi contributi 2011
Contributi Inps più cari per colf e badanti.
Va subito detto che le nuove fasce di retribuzioni sono aumentate del 1,6 per cento. Ma vediamo più nei dettagli come bisogna regolarsi in vista della prima scadenza, quella dell’11 aprile prossimo, entro la quale vanno versati i contributi per il trimestre gennaio-marzo 2011.
Quanto si paga
Come si può vedere dalla tabella, i livelli di contribuzione sono quattro. I primi tre sono agganciati alla retribuzione effettiva oraria, che ai fini contributivi comprende la quota per la tredicesima e quella per le indennità di vitto e alloggio per le colf che sono a servizio intero o che consumano in casa uno o più pasti. Tale indennità quest’anno è pari a 5,02 euro al giorno, di cui 1,75 per ogni pasto e 1,52 per il pernottamento. Il quarto livello di contribuzione – nettamente più basso - prescinde dalla retribuzione oraria e si riferisce alle colf che lavorano presso una stessa famiglia per almeno 25 ore alla settimana. Tra le 24 e le 25 ore settimanali c’è un salto notevole. Basta un’ora di lavoro in più per far scattare la tariffa ridotta che permette alla famiglia di risparmiare circa il 30 per cento sul costo dei contributi.
I benefici fiscali
Il fisco permette al capofamiglia di scaricare dal reddito imponibile annuo i contributi versati all’Inps, fino ad un massimo di 1.549,37 euro. La quota deducibile è quella a carico del datore di lavoro. Dall’importo pagato va quindi detratta la quota a carico della lavoratrice. Va aggiunto, poi, che con la legge finanziaria del 2005 al bonus sui contributi previdenziali se n’è aggiunto un altro per chi, non essendo autosufficiente, deve pagare persone addette alla sua assistenza personale.In pratica si può detrarre una parte dello stipendio corrisposto alla badante per un importo massimo di 2.100 euro. Della detrazione possono usufruire coloro che hanno redditi non superiori a 40 mila euro. E’ necessario però farsi rilasciare dalla lavoratrice una ricevuta circostanziata dalla quale risultino le generalità, la somma pagata e i codici fiscali sia della lavoratrice, sia del datore di lavoro e sia della persona assistita se diversa dal datore di lavoro.
Come si versa
Il pagamento va effettuato utilizzando i bollettini di conto corrente postale, predisposti dall’Inps per il versamento . La somma da versare va arrotondata al centesimo di euro. Per garantirsi la copertura pensionistica per l’intero anno la colf deve lavorare almeno 24 ore alla settimana. Se le ore lavorate sono inferiori, l’Inps accredita un periodo proporzionalmente inferiore e i tempi per maturare la pensione inevitabilmente si allungano.
La soglia minima delle 24 ore può essere raggiunta anche lavorando presso più famiglie, come del resto accade nella maggior parte dei casi.