mercoledì 15 dicembre 2010



Totalizzazione e Ricongiunzione della Pensione


La pensione si allontana di 18 mesi anche per coloro che raggiungono il diritto mettendo insieme contributi previdenziali versati in fondi diversi. Si allinea infatti, a quella prevista per i lavoratori autonomi (artigiani, commercianti e coldiretti), la decorrenza per i trattamenti di vecchiaia e anzianità acquisiti con la totalizzazione. La pensione spetterà comunque, come è stato finora, dal mese successivo alla presentazione della domanda per coloro che maturano i requisiti di età e di contribuzione entro il 2010. Giro di vite anche per la ricongiunzione all’Inps di contributi versati in gestione diverse.

Per le domande presentate dallo scorso 1° luglio in poi l’operazione non è più gratuita ma soggetta allo stesso costo (calcolo di riserva matematica) della ricongiunzione effettuata nell’Inpdap e in altri Enti. La nuova normativa (Legge n. 122/2010) ha abrogato, inoltre, la legge n. 322 del 1958 che consentiva ai dipendenti statali dimissionari, che non avevano maturato il diritto a pensione, di trasferire nell’Inps la propria posizione assicurativa. Questa facilitazione è stata eliminata soprattutto per evitare che le dipendenti pubbliche potessero aggirare i nuovi limiti di età (61 anni di età nel 2011 e 65 anni dal 2012 in poi) e mettersi in pensione a 60 anni una volta diventate assicurate Inps. Le restrizioni in materia di ricongiunzione colpiscono anche gli iscritti ai cosiddetti fondi speciali dell’Inps (elettrici, telefonici ecc.) Per le domande presentate dal 1° luglio 2010 in poi anche per queste categorie il trasferimento della posizione assicurativa nel regime Inps dei dipendenti comuni diventa a pagamento.



Tredicesima alle golf

Dicembre è tempo di tredicesima anche per la colf. Il contratto di categoria prevede che il pagamento debba avvenire entro la fine del mese, ma è buona norma provvedere almeno con una settimana di anticipo. Ma vediamo in pratica quali regole bisogna seguire per non commettere errori.

Come tutte le competenze calcolate su base annua, la tredicesima spetta in misura piena solo se la colf abbia prestato l'attività lavorativa per l'intero anno. Nel caso contrario vanno pagati tanti dodicesimi per quanti sono stati i mesi di effettivo lavoro, tenendo presente che le frazioni pari o superiori a 15 giorni si arrotondano al mese. Si considerano poi come giornate lavorate anche le assenze per malattia, infortunio, gravidanza o puerperio, congedo matrimoniale e preavviso. Se la colf percepisce uno stipendio mensile, il calcolo risulta di estrema facilità: il datore di lavoro deve pagare alla lavoratrice una mensilità aggiuntiva uguale a quella che spetta per il mese di dicembre maggiorata delle indennità di vitto e alloggio. Queste ultime vanno conteggiate solo se la colf è convivente o se usufruisce di uno o due pasti, sulla base di un valore convenzionale complessivo che nel 2010 è di € 4,53 al giorno (€ 1,72 per ciascun pasto e € 1,49 per il pernottamento). Se la colf viene retribuita a settimana, l'importo della tredicesima si calcola moltiplicando la paga per 52 e dividendo poi il risultato per 12 o per il numero di mesi lavorati qualora il periodo di attività sia stato inferiore all'anno. Se invece la colf è retribuita a ore - è certamente questo il caso più ricorrente - è necessario anzitutto determinare il salario settimanale, che si ottiene moltiplicando la paga oraria dell'ultimo periodo per il numero delle ore di attività settimanale. Una volta ricavato il salario settimanale, si procede con lo stesso metodo descritto sopra: si moltiplica l'importo per 52 e si divide il risultato per 12.

Accade spesso che le prestazioni vengano svolte in maniera discontinua, senza rispettare cioè un orario fisso nell'arco del mese o della settimana. In questo caso il conteggio diventa leggermente più complicato, perché bisogna sommare tutte le retribuzioni pagate nel corso dell'anno e dividerne l'importo per 12.

Il risultato porta ad un salario mensile che corrisponde alla tredicesima da pagare alla lavoratrice.Se la colf svolge la sua attività presso più famiglie, ciascun datore di lavoro si regolerà autonomamente, pagando la gratifica natalizia in base all'orario effettuato e alla retribuzione corrisposta. E’ il caso di ricordare che il pagamento della tredicesima non comporta un maggior esborso di contributi Inps. A gennaio, se il numero delle ore lavorate non è cambiato, si paga la stessa cifra del trimestre precedente. Volendo, infine, fare un esempio va detto che, se una colf lavora 10 ore a settimana per

€ 7,22 l'ora, per determinare l'importo della tredicesima è sufficiente eseguire le seguenti operazioni:

a) 7,22 x 10 = € 72,20 (paga settimanale)

b) 72,20 x 52 = € 3.754,40 (paga annuale)

c) 3.754,40 : 12 = € 312,86 (tredicesima)


Invalidità civile

E’ rimasta al 74% la percentuale minima di invalidità civile per ottenere l’assegno mensile di 257 euro al mese. La legge n. 122 del 2010 ha, infatti, cancellato il giro di vite previsto dal decreto n. 78/2010 che prevedeva un’elevazione della percentuale fino all’85%, che avrebbe escluso da qualsiasi tutela economica tantissimi invalidi con menomazioni gravi, come ad esempio i sordomuti. La stessa legge non ha modificato, inoltre, il requisito reddituale per ottenere e conservare le prestazioni.

Gli invalidi parziali hanno diritto all’assegno se hanno un reddito personale (quello del coniuge non conta) che non superi l’importo annuale di 4.409 euro nel 2010.

Non cambia nulla anche per l’indennità di accompagnamento. Continuerà ad essere erogata, come ora, agli invalidi al 100% che, a prescindere dall’età e dalle loro condizioni economiche, necessitano di assistenza continua perché non sono in grado di camminare o di compiere autonomamente gli atti quotidiani della vita (mangiare, lavarsi, vestirsi ecc.).Per contenere al massimo la spesa, la nuova normativa ha introdotto misure per combattere più efficacemente il fenomeno dei falsi invalidi.

D’ora in poi al medico verrà a costare caro il rilascio di false attestazioni sullo stato di malattia o di handicap di un assistito.Scatterà infatti, a parte la sanzione penale, l’obbligo di risarcire il danno patrimoniale causato all’erario. La sanzione economica sarà pari all’importo pagato dall’Inps per tutto il periodo di godimento della prestazione.

E’ stato varato, inoltre, un piano di controlli per verificare nel triennio 2010-2012 la posizione di 350 mila già invalidi.Al tempo stesso per ridurre le attese per la concessione dei benefici a favore dei richiedenti meritevoli di tutela sono state sveltite le procedure per l’accertamento dell’invalidità.La commissione medica della Asl ha infatti tre mesi di tempo per fissare la data della visita. Se ciò non avviene, interviene l’Inps ad effettuare l’accertamento medico entro 60 giorni con una propria commissione.

C’è da considerare, poi, che già da quest’anno la domanda per ottenere la prestazione di invalidità civile va fatta on-line, cioè va presentata all’Inps tramite le procedure informatiche e ciò ha consentito di eliminare una serie di passaggi burocratici ed una montagna di carte. E’ opportuno a questo punto suggerire, data la particolare materia e la nuova procedura telematica adottata dall’Inps, rivolgersi agli uffici del Patronato 50&Più Enasco i quali gratuitamente e presenti su tutto il territorio nazionale, sono in grado di fornire ogni informazione e provvedere all’inoltro on-line della domanda all’Istituto Previdenziale.

lunedì 22 novembre 2010

50&PIU’ENASCO-CONFCOMMERCIO CAMPOBASSO





Aquile del Commercio 2010



Il Presidente della 50&Più Molise, il Presidente della Confcommercio Campobasso, sono lieti di organizzare l’evento “Aquile del Commercio 2010” che si terrà il giorno 12 dicembre alle ore 17.00 presso il Centro Sportivo Emmedue c.da Selva, 29 CAMPODIPIETRA

Un modo per riconoscere agli operatori l’importanza del ruolo attivo e prezioso da essi rivestito e la creazione d’insostituibile occasione di arricchimento e crescita sociale a chi ha dedicato una vita al lavoro.

Seguirà un convegno medico dal titolo “Alimentazione e salute” che avrà come tema centrale gli stili di vita sani e una dieta corretta può aiutarci a vivere meglio e più a lungo.

All’incontro prenderanno parte esperti di alimentazione, dietologi e nutrizionisti.


STOP IMMEDIATO ALLE NUOVE PROCEDURE DEL CODICE DELLA STRADA


PER IL RINNOVO DELLA PATENTE DEGLI OVER 75

La 50&Più chiede l’immediata sospensione delle nuove procedure per il rinnovo della patente degli over 75 fino a quando non si realizzino queste tre condizioni: 1) procedure semplificate; 2) moltiplicazione delle sedi necessarie per le richieste di rinnovo; 3) canali dedicati esclusivamente alle visite mediche da effettuare. L’associazione 50&Più denuncia le gravi difficoltà che si trovano ad affrontare gli ultrasettantacinquenni per il rinnovo della patente secondo le modifiche del Codice della Strada apportate in luglio. Ne chiede pertanto l’immediata sospensione. Con l’intento di rendere più selettiva e seria la verifica dei requisiti di guida, di fatto è stato creato un meccanismo che è un vero delirio burocratico e che, specie nei grandi centri abitati come Roma, rende quasi impossibile il rinnovo della patente oltre i 75 anni. Sono scarse le sedi delle “commissioni speciali” per presentare la domanda. Enorme è la mole della documentazione richiesta. Complicatissima, con oltre 17 prove, la visita medica da superare che è a proprie spese e con liste di attesa lunghissime. “Mentre registriamo una costante crescita dell’aspettativa di vita e il prolungarsi del periodo di vita attiva – sostiene il Segretario Generale di 50&Più, Gabriele Sampaolo in una lettera rivolta al Ministro Matteoli – la nuova normativa è fortemente discriminatoria verso gli ultrasettantacinquenni e di fatto inibisce un diritto. Ne chiediamo, quindi, la sospensione fino a quando non si realizzino queste tre condizioni: 1) non vengano semplificate le procedure; 2) non siano moltiplicate le sedi necessarie per le richieste di rinnovo; 3) non ci siano canali dedicati esclusivamente alle visite mediche da effettuare.





Conguagli fiscali per pensionati a canone rai



Sempre la legge n.122 del 2010 ha previsto per il 2011 alcune agevolazioni a favore dei pensionati se ricevono un trattamento pensionistico annuo inferiore a 18 mila euro.

Se il conguaglio fiscale di fine anno supera i 100 euro, l’Inps procede, per conto del fisco, a trattenere la somma dovuta in undici rate, senza interessi, fino al mese di novembre dell’anno successivo e non più in sole due rate entro febbraio come avviene oggi. Il pagamento dilazionato sarà accordato con modalità da definire anche per altri tributi. Per il canone RAI, per esempio, già da gennaio 2011, i pensionati se ne potranno avvalere presentando una domanda all’ente previdenziale di appartenenza entro il 15 novembre prossimo. La trattenuta in questo caso sarà effettuata a partire da gennaio fino al mese di novembre 2011.

Sempre la legge n.122 del 2010 ha previsto per il 2011 alcune agevolazioni a favore dei pensionati se ricevono un trattamento pensionistico annuo inferiore a 18 mila euro.

Se il conguaglio fiscale di fine anno supera i 100 euro, l’Inps procede, per conto del fisco, a trattenere la somma dovuta in undici rate, senza interessi, fino al mese di novembre dell’anno successivo e non più in sole due rate entro febbraio come avviene oggi. Il pagamento dilazionato sarà accordato con modalità da definire anche per altri tributi. Per il canone RAI, per esempio, già da gennaio 2011, i pensionati se ne potranno avvalere presentando una domanda all’ente previdenziale di appartenenza entro il 15 novembre prossimo. La trattenuta in questo caso sarà effettuata a partire da gennaio fino al mese di novembre 2011.



Pensioni: le nuove regole da gennaio 2011



A poco più di due anni di distanza dalla riforma del Welfare del 2008 le pensioni cambiano di nuovo e per la maggior parte dei lavoratori italiani si allontana ancora il momento dell’uscita dal lavoro.

Infatti, dal 2011 in poi il traguardo della pensione si sposta in avanti per effetto della cosiddetta finestra mobile o a scorrimento introdotta dalla manovra estiva sui conti pubblici (Legge n. 122 del 2010).

Si tratta in pratica di una decorrenza personalizzata collegata al momento in cui si raggiungono i requisiti per il pensionamento di anzianità e di vecchiaia. Diversi sono solo i tempi di attesa per ottenere il primo assegno: 12 mesi per i dipendenti, 18 mesi per i lavoratori autonomi e per i collaboratori iscritti alla gestione separata dell’Inps. In altre parole, per i lavoratori dipendenti la finestra si apre a partire dal 13° mese successivo al raggiungimento dei requisiti di età e contribuzione, mentre per i lavoratori autonomi e parasubordinati dal 19° mese successivo. Il nuovo sistema è certamente più semplice ed equo visto che non ci sono più vantaggi e penalizzazioni legati al mese di nascita, anche se ciò non toglie che dal 2011, rispetto ad oggi, tutti andranno in pensione più tardi. E’ importante sottolineare che dalla finestra mobile si salvano, oltre coloro che raggiungono i requisiti entro il 2010, anche tutti quelli che si trovano in una delle situazioni indicate nella tabella C.

Lavoratori dipendenti

Dal 2011 chi matura i requisiti per la pensione di anzianità con meno di 40 anni non ha più le due finestre annuali di gennaio e luglio.

Con la finestra mobile l’assegno spetta 12 mesi dopo il perfezionamento del diritto.

Rispetto ad oggi, la maggiore attesa varierà da uno a 6 mesi visto che dai 12 mesi bisogna togliere quelli previsti attualmente.

Sono invece i pensionati di vecchiaia a pagare un pedaggio più pesante. Anche per loro la decorrenza scatta dopo 12 mesi dalla maturazione dei requisiti ma potendo contare oggi su finestre più ravvicinate (quattro all’anno) vedono salire il numero dei mesi di attesa. Dovranno lavorare infatti dai 7 a 9 mesi in più.

Lavoratori autonomi

L’applicazione delle nuove finestre è particolarmente dolorosa per i lavoratori autonomi. Dal 2011 artigiani, commercianti e coldiretti possono percepire il primo assegno dopo 18 mesi dalla maturazione dei requisiti per il trattamento di anzianità e di vecchiaia. Per il ritiro anticipato con meno di 40 anni di contributi il ritardo rispetto ad oggi varia, come per i dipendenti, da uno a 6 mesi.

La vera stangata, più pesante rispetto a quella prevista per i dipendenti, gli autonomi la ricevono sulla pensione di vecchiaia. La maggiore attesa varia, infatti, dai 9 ai 12 mesi. Si pensi, ad esempio, ad un commerciante, che compie i 65 anni all’inizio di marzo 2011: il periodo di attesa – cioè il tempo che intercorre tra il momento di maturazione del requisito per la vecchiaia e la decorrenza della pensione – è, come già detto, di 18 mesi. Quindi percepirà la pensione da ottobre 2012, con un aumento di ben 12 mesi rispetto a quanto gli sarebbe accaduto con il sistema attuale delle finestre. Per le pensioni di inabilità e per quelle a favore dei familiari superstiti la decorrenza resta quella prevista dall’attuale normativa. Spetterà rispettivamente come è adesso dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda o del decesso del lavoratore dante causa. La tabella A che si riporta indica le nuove “finestre 2011” con la decorrenza delle pensioni (vecchiaia e anzianità) rispettivamente per i lavoratori dipendenti e per gli autonomi e parasubordinati. Nulla cambia, poi, sul piano dei requisiti per l’ottenimento delle predette pensioni.

Pensione di vecchiaia

I requisiti previsti per il 2011 per questa prestazione, sono:

• 65 anni di età per gli uomini e 60 anni per le donne (61 anni di età per le donne del pubblico impiego);

• minimo contributivo di 20 anni;

• cessazione dell’attività lavorativa come dipendente (non vale per gli autonomi).

Pensione di anzianità

Per questa prestazione bisogna invece considerare che dal 2011 la quota – cioè la somma di età anagrafica e anzianità contributiva – aumento di un anno. Per cui i requisiti sono:

• quota 96, con età di almeno 60 anni per i lavoratori dipendenti e quota 97, con età di 61 anni per i lavoratori autonomi; (vedi Tab. B)

• in alternativa, anzianità contributiva di 40 anni indipendentemente dall’età anagrafica (anche in questo caso si applicano le finestre mobili);

• cessazione dell’attività lavorativa come dipendenti (non vale per gli autonomi).

E’ opportuno, comunque, data la particolare e complessa applicazione normativa, rivolgersi agli uffici del Patronato 50&Più Enasco che, gratuitamente e presenti su tutto il territorio nazionale, sono in grado di fornire tutte le informazioni, i consigli e i chiarimenti necessari.


domenica 7 novembre 2010

Momento del convegno di domenica 17 Ottobre al Palacongrasso di Rimini. In primo piano Il presidente Fenacom Nazionale Giorgio Re; Il Segretario Nazionale Gabriele Sanpaolo;  Il Vice presidente Vicario Vincenzo Cozzolino;  IL presidente Fenacom Molise Michele Natilli

“la vita buona”

Forun internazionale degli Over 50

Anziani da tutto il mondo a Rimini per Gold Age Tre giorni per studiare i segreti della Vita Buona E’ il caso d dirlo la panchina può attendere – Vanno in vacanza, cantano, studiano, scrivono poesie - Siamo gli ultra 50, 60 e 70 di tutto il mondo – In tremila siamo arrivati a Rimini per GoldAge, l’unica manifestazione in Italia dedicata a noi. Il nostro ruolo nella società è destinato ad acquistare sempre maggior importanza - Ora abbiamo un progetto, studiare i segreti della Vita Buona – La ricetta? Prima dei soldi e dell’affermazione personale a tutti i costi, conta avere buone relazioni.

E’ stato un importante momento di confronto e verifica della rilevanza del mondo over 50 che vuole essere ancora protagonista attivo e responsabile nella vita della collettività. La vita buona, ripartire da noi per cambiare la realtà oltre che manifestare quando si vede nell’immagine del logo molto rappresentativo, a voler essere un richiamo a esser un soggetto attivo, a riprendere sul serio i propri desideri e a non aver paura di prendere iniziativa.

Le tre intense giornate di Gold Age 2010 hanno, avuto come filo conduttore, il tema “la vita buona”: su questa ricerca e sulla sua definizione si sono snodati gli in incontri mattutini e pomeridiani, le serate , come è ormai tradizione, sono state animata dagli spettacoli musicali che quest’anno hanno avuto il loro momento di massimo richiamo nel concerto di Roberto Vecchioni, e dei Dik Dik presso il Palacongressi di Rimini.

La città di Rimini ha un cuore antico, ha ospitato le circa diecimila persone intervenute da tutte le province Italiane con gentilezza professionalità, la sua storia e le sue origini sono importanti e antiche. Ancora oggi la città è il cuore pulsante di tutta la Romagna, una terra ospitale con forti tradizioni e sapori tipici.

Tra i convegni mi è sembrato molto interessante la Tavola Rotonda “ANZIANI E MASS MEDIA” Sabato 16 ottobre 2010, Ore 10,00. A moderatore i lavori e il Dott. Arnaldo Colasanti scrittore, critico letterario. Sono intervenuti Stefano Balassone, ideatore programmi TV, produttore Aldo Falivena, direttore mensile 50&Più; Giovanna Lio, capo redattore Sky TG 24; Elisa Manna, responsabile politiche culturali Censis; Vitalba Paesano, giornalista, fondatrice sito web Grey panthers Nocciolo del discorso Può esistere una vita buona senza un’informazione buona? E quanto incide l’informazione nella vita delle persone e delle persone anziane in particolare che fanno spesso del mezzo televisivo l’unico strumento informativo? Come vengono decise le notizie da dare al pubblico e quali sono le condizioni per cui si può parlare di “informazione corretta”? In alcuni Paesi esiste una televisione dedicata agli anziani, in Italia quali sono i programmi pensati per il target degli Over 50

Interessantissima anche la Tavola Rotonda di domenica 17 alla ore 10.00 da titolo “VITA BUONA, MONDO TECNOLOGICO E SCIENZA “ Beni di comfort e beni creativi

A moderare i lavori è il dott. Marco Fratoddi, direttore La nuova ecologia. Sono intervenuti: Carlo Gargiulo, medico, divulgatore scientifico. Paolo Pecci, consigliere Acer Rimini; Ingegnere Enrico Loccioni, presidente Gruppo Loccioni ; il Dott. Massimo Palleschi, geriatra; Elio Pecora, poeta.

Se la vita buona è essenzialmente una vita di relazione e riconoscimento dell’ “altro” in quanto elemento essenziale alla possibilità di realizzarsi di ogni individuo, è anche vero che scienza e tecnologia mettono al servizio delle persone conoscenze, beni e opportunità capaci di modificarla profondamente. Quando la tecnologia diviene occasione per produrre beni di mercato che favoriscono esclusivamente il comfort essi si traducono, nella maggior parte dei casi, in generatori di noia e di pigrizia; quando la tecnologia si allea al mondo relazionale umano profondo contribuisce alla realizzazione della vita buona stimolando la creatività delle persone e la loro crescita in consapevolezza.



FENACOM-CONFCOMMERCIO CAMPOBASSO

Aquile del Commercio 2010

La 50&Più Fenacom - Confcommercio Campobasso, è lieta di organizzare l’evento “Aquile del Commercio 2010” che si terrà il giorno 12 dicembre alle ore 17.00 presso il Centro Sportivo Emmedue c.da Selva, 29 CAMPODIPIETRA

Il consueto incontro della Fenacom Confcommercio è l’occasione per insignire i soci dell’ Onorificenza delle “Aquile d’Argento”, “Aquile d’Oro” e “Aquile di Diamante” rispettivamente per i 25, 40 e 50 anni di attività imprenditoriale dediti alla crescita della propria azienda e quindi dell’intero sistema economico e sociale. Un modo per riconoscere l’importanza del ruolo attivo e prezioso da essi rivestito e la creazione d’insostituibile occasione di arricchimento e crescita sociale a chi ha dedicato una vita al lavoro.

Seguirà un convegno medico dal titolo “Alimentazione e salute” che avrà come tema centrale gli stili di vita sani e una dieta corretta possono aiutarci a vivere meglio e più a lungo.

All’incontro prenderanno parte esperti di alimentazione, dietologi e nutrizionisti.

Al termine della serata seguirà un rinfresco.

mercoledì 29 settembre 2010

Cucina sana nelle mense scolastiche



Indirizzare i bambini a mangiar bene, capire quali sono le cattive abitudini alimentari dei ragazzi, i fabbisogni nutrizionali dell'infanzia e le cause dell'obesità, sempre più frequente. L'obiettivo è di formare dei consumatori consapevoli sui principi della sana alimentazione e della stagionalità dei prodotti per valorizzare i fondamenti della dieta mediterranea e ricostruire il legame che unisce i prodotti dell’agricoltura con i cibi consumati ogni giorno. Cibi pronti come surgelati, precotti, liofilizzati pronti in tavola, ci assediano e ci siamo arresi, siamo la stirpe del presto e male. La finalità è proprio quella di cambiare le abitudini nutrizionali dei bambini, aumentando il consumo di frutta, verdura e legumi, servendosi degli istituti scolastici come ponte fra le strutture sanitarie e le famiglie. Per combattere l'obesità bisogna affrontare temi come la nutrizione, il gusto, la situazione sanitaria ed i disturbi alimentari in particolare la "questione peso" che è sempre più preoccupante tra i bambini della fascia "mediterranea" Va affrontato in modo articolato il problema: "Dagli anni 70 agli anni 80 c'è stata una forte spinta a cucinare di meno e a mangiare di più fuori casa: ci si è mossi verso un disequilibrio alimentare. Uno dei cambiamenti impercettibili è stato l'aumento delle confezioni e la corsa al cibo pronto e di grosse dimensioni. Al fast food, con poco denaro, si comprano pozioni di cibo che in un attimo fanno accumulare 300-400 calorie in più; la stessa logica è stata adottata per le mense scolastiche. La dieta mediterranea, invece, parte da uno "zoccolo" vegetale, improntato sull'olio d'oliva, che ne ha sempre connotato la qualità. E' da questo che bisogna ripartire per migliorare la qualità delle mense scolastiche, definendo un nuovo sistema valoriale per il cibo. Sarebbe importante che le scuole rivalutassero l'importanza dell'alimentazione attraverso percorsi gastronomici e fattorie didattiche, portando i ragazzi direttamente dal produttore, dando valore all'orto, alle stagioni, ai contadini". Bisogna insistere sul valore simbolico del cibo e su chi lo produce. Sarebbe importante per i ragazzi ascoltare la voce di chi produce e coltiva. Abbiamo la necessità che i ragazzi non si allontanino dalla loro terra ma, anzi, ne apprezzino l'energia vitale e la produttività: ciò può avvenire soltanto attraverso la parole del coltivatore diretto, dalla sua passione. Così il cibo diventa favola e recupera il suo senso simbolico più autentico: niente confezioni, niente "logica seriale". Al loro posto, un sano ritorno a "mettere le mani nel piatto", cioè scoprire che la bontà del cibo viene dal sapore della terra e non da formule chimiche e ingredienti di scarsa qualità". Il prodotto della tradizione è compatibile con la salute ed il benessere. Inoltre, solo recentemente si parla di sostenibilità alimentare unita alla sostenibilità etica: il cibo sano è anche un cibo prodotto senza lo sfruttamento del lavoro. "Siamo, dunque, quel che mangiamo, perciò dovremmo investire di più sulla qualità del nostro cibo perché, così facendo, investiamo di più anche sulla nostra salute.









STUDI DI SETTORE – ACCERTAMENTO INDUTTIVO



SCOSTAMENTO TRA LA PERCENTUALE DI RICARICO MEDIA DEL SETTORE E QUELLA RISULTANTE DAI DATI CONTABILI DICHIARATI DALL’IMPRESA.



SENTENZA DELLA CORTE DI CASSAZIONE N. 19136 DEL 7 SETTEMBRE 2010.



Con la sentenza n. 19136 del 7 settembre 2010, la Corte di Cassazione ha stabilito il principio che, a fondare l’accertamento induttivo, non basta il semplice scostamento tra la percentuale di ricarico media del settore e quella risultante dai dati contabili dichiarati dall’impresa, con contabilità regolare, sottoposta a controllo. Occorre, infatti, che risulti qualche elemento ulteriore che possa giustificare la prevalenza del dato medio su quello dichiarato.



In particolare, circa il valore presuntivo degli studi di settore previsti dall’art. 62-bis del D.L. 30 agosto 1993, n. 331, convertito, con modificazioni, nella L. 29 ottobre 1993, n. 427, i giudici di legittimità, riprendendo un consolidato indirizzo giurisprudenziale, hanno chiarito che, “in presenza di scritture contabili formalmente corrette, non è sufficiente, ai fini dell’accertamento di un maggior reddito d’impresa, il solo rilievo dell’applicazione da parte del contribuente di una percentuale di ricarico diversa da quella mediamente riscontrata nel settore di appartenenza, posto che le medie di settore non costituiscono un ‘fatto noto’ …, ma soltanto il risultato di una estrapolazione statistica di una pluralità di dati disomogenei, risultando quindi inidonee, di per sé stesse, ad integrare gli estremi di una prova per presunzioni”.

Occorre, invece, che risulti “qualche elemento ulteriore - tra cui anche l’abnormità e l’irragionevolezza della difformità tra la percentuale di ricarico applicata dal contribuente e la media di settore - incidente sull’attendibilità complessiva della dichiarazione, ovverosia la concreta ricorrenza di circostanze gravi, precise e concordanti”.



Inoltre, i giudici di legittimità hanno considerato che l’impresa accertata attraversava un particolare momento della sua vita economica e gestionale, con specifici riflessi negativi sulla sua redditività anche in dipendenza della cessazione dell’attività; considerazione questa, di per sé idonea a giustificare uno scostamento pur anomalo dai parametri degli studi di settore.





INDICAZIONI ALLERGENI ALIMENTARI IN ETICHETTA



CIRCOLARE ESPLICATIVA 22 LUGLIO 2010, N. 5107



Nella Gazzetta Ufficiale n. 175 del 29 luglio 2010 è stata pubblicata la circolare esplicativa del Ministero dello Sviluppo Economico 22 luglio 2010 n. 5107 (All.1) relativa all’indicazioni degli allergeni alimentari in etichetta.



In tale contesto occorre innanzitutto ricordare che, in ambito comunitario, la materia degli allergeni alimentari è stata armonizzata dalla direttiva 2000/13/CE del Parlamento e del Consiglio del 20 marzo (Paragrafo 10, primo capoverso, dell’articolo 6 ).



Come noto l’allegato III bis della suddetta direttiva fornisce un elenco di allergeni o di ingredienti che contengono allergeni.



Nel caso in cui tali prodotti vengano utilizzati nella realizzazione di un prodotto alimentare e siano presenti nel prodotto finito, anche in altra forma, essi devono essere riportati in etichetta indicando il nome dell’ingrediente in questione.



Nel caso in cui la denominazione di vendita indichi essa stessa l’allergene non sarà invece necessario ripetere l’indicazione in etichetta.



La circolare in esame intende fornire un chiarimento alle disposizioni vigenti in materia, visti i numerosi interventi normativi che si sono succeduti nel corso degli anni e che hanno generato difficoltà interpretative e di comportamento negli operatori che commercializzano prodotti alimentari.



Il testo della circolare interviene, infatti, spiegando che la direttiva è stata recepita in Italia mediante il decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 109 e che la Commissione europea ha formulato osservazioni sull’indicazioni degli ingredienti allergenici in quanto il nostro quadro legislativo non è sufficientemente chiaro.



La circolare in esame intende quindi coordinare le disposizioni contenute negli articoli 5 comma 2-bis, e 7, comma 2-bis, del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 109, in quanto tra di loro incompatibili.



In particolare l’art 5 del decreto legislativo prevede che gli allergeni devono essere indicati negli ingredienti se non figurano nella denominazione di vendita del prodotto finito.



Al contrario l’art. 7 del decreto legislativo specifica che le esenzioni non si applicano in caso di allergeni, senza tuttavia richiamare l’unica eccezione alla regola generale, vale a dire il caso in cui la denominazione di vendita del prodotto indichi l’allergene.



Per evitare difficoltà interpretative la circolare citata in oggetto, ribadisce chiaramente che gli ingredienti elencati nell’allegato 2 sezione III del decreto legislativo 109/1992 o derivati da un ingrediente elencato in tale sezione (ossia gli allergeni), utilizzati nella fabbricazione di un prodotto finito e presenti anche se in forma modificata, devono essere indicati nell’elenco degli ingredienti se non figurano nella denominazione di vendita del prodotto finito.








martedì 14 settembre 2010

Maestri del commercio

Favellato Fernando






 
Maestri del commercio


Il lavoro nobilita l’uomo. Ogni attività lavorativa è un importante apporto alla crescita sociale, al progresso e all’evoluzione dell’umanità.






La Confcommercio è formata da tanti imprenditori e con altrettanti collaboratori che di generazione in generazione portano avanti la propria attività impegnandosi a qualificare il proprio lavoro evolvendosi e tramandando ai posteri le proprie conoscenze. Tutto ciò è importantissimo per la nostra società. In tal merito l’iniziativa “Aquile del commercio” organizzata dalla FENACOM Federazione nazionale anziani del commercio. è un momento di riflessione dedicato a tutti i lavoratori che si sono distinti nella loro attività contribuendo alla propria crescita, alla crescita dell’azienda e quindi dell’intero sistema lavoro.






L’importante iniziativa prevede l’assegnazione di medaglie a coloro che, avendo i requisiti, abbiano dedicato una parte della loro vita all’impegno nel lavoro e quindi alla crescita della propria attività. Con l’assegnazione delle aquile al merito si intende riconoscere l’importanza del ruolo attivo e prezioso da essi rivestito e la creazione di insostituibile occasioni di arricchimento e crescita sociale a coloro che hanno dedicato una vita al lavoro.






Il riconoscimento è riservato ai commercianti residenti in Italia che abbiano prestato almeno 25 anni di attività e 50 anni di età per essere insigniti delle onorificenze di Aquila d’Argento, Aquila d’Oro (40 anni), Aquila di Diamante (50 anni).
Maestri del commericio 2005

Favellato Fernando; Leonardo Albanese 







Maestra del Commercio (aquila d’argento) Carmela Razzino; Angelo Di Paolo ; Antonio Zampino Ugo Giovanni Di Bartolomeo ; Lucia Buonsenso ;  Lidia Spina Giuseppe Cellulare Vincenzo Socci Celestino Falcione ;  Maestro del commercio (aquila d’oro) Antonio DiLisio;  Fortunato Faccone ;  Giuseppina Iorio; Amelia Licurso Santina Alfieri Vittorio DiBrino; Pasquale Pancia Maria Migliore Maestro del commercio



domenica 12 settembre 2010

IL QUIRINALE E LE PIAZZE PIU’ BELLE



26 SETTEMBRE 2010


Partenza da Campobasso Vecchio Romagnoli alle ore 6.00 per Roma. Arrivo alle ore 9.30 circa, incontro con la guida e visita del Quirinale. Il Palazzo del Quirinale sorge sull'omonimo colle di Roma. È la residenza ufficiale del presidente della Repubblica Italiana ed uno dei simboli dello Stato italiano. Costruito a partire dal 1583, è uno dei più importanti palazzi della capitale sia dal punto di vista artistico che dal punto di vista politico: alla sua costruzione e decorazione vi lavorarono insigni maestri dell'arte italiana come Pietro da Cortona, Domenico Fontana, Ferdinando Fuga, Carlo Maderno, Giovanni Paolo Pannini e Guido Reni. "Vorrei che vi sentiate qui come a casa vostra", ha detto il Presidente Napolitano incontrando in più occasioni i cittadini nel Palazzo: "Il Quirinale è la casa di tutti gli italiani".

Al termine visita della famosa Fontana di Trevi e pranzo in ristorante. Nel pomeriggio visita libera di Piazza di Spagna e di Piazza del Popolo. Passeggiata in queste magnifiche Piazze tra le più belle e conosciute di Roma. Piazza di Spagna è sicuramente la piazza più famosa di Roma, una delle più famose e visitate al mondo grazie anche al film “Vacanze romane” interpretato da Gregory Peck e Audrey Hepburn. Nota in passato come “Platea Trinitatis” per la presenza della Chiesa della Trinità dei Monti, fu rinominata in seguito Piazza di Spagna per la presenza dell’ambasciata spagnola (vincendo una sorta di rivalità con la Francia). Alle ore 17.30 partenza per il rientro a Campobasso previsto per le ore 22.00 circa.

Quota individuale di partecipazione € 55,00

La quota comprende: viaggio Campobasso – Roma a/r in pullman GT dotato di tutti i comfort; guida per visita del Quirinale; pranzo in ristorante compreso di bevande.

La quota non comprende: ingressi a Musei e Monumenti, mance, facchinaggi, gli extra di carattere personale e tutto quanto non espressamente menzionato nella voce “la quota comprende”.

Supplementi: ingresso al Quirinale € 5,00 a persona – per gli over 65 anni e gli ander 18 l’ingresso è gratuito.

Menù: antipasto misto – rigatoni alla matriciana – saltimbocca alla romana – insalata – tiramisù della casa – acqua e vino.

Per ulteriori informazioni e prenotazioni rivolgersi presso i nostri uffici al tel 0874 483194

Gold Age
L'età matura, in genere, si configura come l’età in cui ci s’interroga sulla propria vita, dicono gli esperti. Ci si chiede: com’è la mia vita? Com’è stata? Come vorrei che fosse? Tra queste e altre domande, però, c’è n’è una che è fondamentale ed è questa: la mia, è una “vita buona”? Il che presuppone una vita vissuta non solo in relazione con la propria famiglia o una cerchia di amici, ma in relazione con gli altri, a quella moltitudine di persone “senza volto”, che non conosciamo, e nei confronti dei quali siamo responsabili con le nostre azioni e le nostre scelte. Tutti i giorni. A questo tema de La Vita Buona è dedicata la nuova edizione di Gold Age, il Forum internazionale degli over 50, che si terrà al Palacongressi di Rimini dal 14 al 18 ottobre 2010. Giunto alla nona edizione, quest’ appuntamento si è affermato come luogo ideale di rappresentanza degli ultra cinquantenni, delle loro istanze e del ruolo di primo piano che svolgono per l’intera collettività in quanto forza sociale attiva e vitale e in continuo mutamento. In questa edizione Gold Age prosegue il suo cammino di riflessione e provocazione, sollecitando la generazione dei 50 e più a farsi promotrice di un messaggio di speranza per una società più equa e giusta contro l’individualismo imperante, il puro valore economico delle cose, il soggettivismo e l’egoismo che stanno invadendo tutti i settori della società civile. È proprio per queste ragioni che occorre recuperare l’importanza del tessuto e della coesione sociale e riconoscere che il sociale è importante almeno quanto l’economico, se non di più.







Contributi, tempi stretti per il pagamento dei debiti.


Dal 2011 il provvedimento sulla manovra economica rende più difficile la vita ai contribuenti morosi. La riscossione per il recupero di somme dovute all’Inps a qualsiasi titolo sarà effettuata mediante la notifica di un avviso di pagamento che diventa un titolo esecutivo. Sostituisce, quindi, la cartella esattoriale e conterrà l’intimazione a pagare entro 90 giorni. In caso di mancato pagamento scatterà la procedura dell’esecuzione forzata sui beni del debitore. Questi avrà, comunque, la possibilità di presentare ricorso amministrativo entro 90 giorni dalla notifica dell’avviso di pagamento. Se entro i 90 giorni successivi non riceverà dall’Inps alcuna comunicazione, il ricorso si intenderà accolto in quanto vale il principio del “silenzio assenso”.

martedì 7 settembre 2010

La carne nell’alimentazione preistorica


La carne nell’alimentazione preistorica

Cinque milioni di anni fa l’uomo primitivo abitava il suolo delle foreste ed era essenzialmente erbivoro. Iniziò presto ad avere dei problemi perché il suo apparato digestivo era rimasto simile a quello del cugino evolutivo che viveva su gli alberi ed aveva maggiore disponibilità di cibo. Troppo lento per diventare predatore, non attrezzato di denti ed artigli per strappare la carne delle carcasse, si avventurò nella savana e iniziò a nutrirsi anche di carogne.Quando il suo successore apparve, era già diverso. Testa più grossa e apparato masticatorio più potente, più piccoli i canini forse per l’uso non ancora dimostrato dei primi utensili. Forte dimorfismo sessuale prodotto dai ruoli di maschio e femmina già diversificati.Con pietre scheggiate le femmine ripulivano le carcasse di animali abbandonate da altri predatori carne magari spesso putrefatta che arricchiva una dieta ancora fortemente vegetariana.Per due milioni di anni cambiò poco, vita breve altissima mortalità infantile, durezza, però l’equilibrio sull’ambiente era stabilito.Poi due milioni di anni fa la rivoluzione le pietre appuntite e sagomante divennero lance e mazze in grado di uccidere.Il nostro antenato iniziò a praticare la caccia e la guerra ma mantenne mascelle e denti da erbivoro e si orientò verso una varietà di cibo, evidenziata tra l’altro dalla grande e nuova vascolarità del cervello, necessaria a dissipare il calore al cervello durante le strenuo cacce sotto il sole rovente.L’Homo abilis compariva da lì a poco e in soli 500.000 anni portò le dimensioni del cervello da 600 e 1.200 cc. Mentre l’altezza che era un metro si sviluppava fino al 180 cm.

È stato proprio l’homo sapiens, vissuto circa 800 mila anni fa, il primo essere vivente che ha trasformato l’atto del nutrirsi in un rito collettivo, dandogli significati culturali e religiosi.

Finisce l’epoca degli spuntini sporadici, vale a dire il cibo raccolto e consumato al momento, come fanno ancora oggi le scimmie. Iniziano a scandire anche i pasti in forma distanziati e più abbondante.

Per milioni di anni quindi l’uomo è stato quindi cacciatore, raccoglitore fino agli albori dell’agricoltura.La dieta preistorica consisteva in alimenti animali: carne, pesce, insetti, larve, e alimenti vegetali: bacche, radici, funghi, miele, forse anche qualche erba commestibile.L’uomo preistorico faceva molto uso di proteine animali, la quantità di carboidrati era nulla, fino a quando non divenne agricoltore, vi era nella sua alimentazione una notevole presenza di fibre.L’uomo preistorico nonostante che la mortalità infantile fosse altissima, che si morisse di malattia, di guerra, di incidenti aveva una struttura muscolosa, asciutta, esuberante.La malnutrizione e le carestie erano rare; in generale l’uomo cacciatore era molto ben nutrito a differenza dell’agricoltore che lo seguì.In particolare non esistevano le malattie metaboliche che sarebbero comparse solo con l’arrivo dell’agricoltura.Il Neandhertal era di struttura e potenza mai eguagliate; aveva ossa grosse e dense, con una dentatura che non conosceva la carie, il sistema immunitario era reso efficiente dall’abbondanza di proteine e zinco.Il cervello cresceva di dimensioni e la manualità raggiungeva quella che abbiamo noi ora.

E’ risaputo, però, che circa 11.000 anni fa cominciò in quell’area del vicino oriente, nota come la Mezzaluna Fertile, la più grande rivoluzione di tutti i tempi: la coltivazione e la domesticazione animale, a scopo alimentare, di piante selvatiche di vario tipo, fra le quali i cereali. Tale innovazione, conosciuta come la rivoluzione neolitica, ebbe conseguenze di portata enorme, sia sotto il profilo alimentare che demografico e sociale.

L’agricoltura e l’allevamento portarono la popolazione mondiale da 5 a 500 milioni di individui.



Si sviluppò una società più stabile rispetto alla società paleolitica precedente di cacciatori raccoglitori e nella quale poterono strutturarsi insediamenti umani permanenti con regole di convivenza civile.

Però i nostri antenati del paleolitico non mangiavano ne cerali né derivati del latte. Si nutrivano con molta carne, frutta, bacche e legumi. È secondo gli ultimi studi sulle loro ossa, stavano meglio di noi: non avevano ne carie né diabete né cancro.

Perché ? Secondo alcuni studiosi proprio grazie alla loro alimentazione.

La dieta umana è cambiata con l’introduzione, 11 mila anni fa, di agricoltura ed allevamento, che hanno portato cereali e latte. Ma secondo studi fatti dallo statunitense Bojd Eaton di Atlanta, non ci siamo ancora abituati ai nuovi cibi.

Il pane bianco e le patate alzerebbero troppo il tasso di zuccheri nel sangue, favorendo l’obesità.

I nostri avi mangiavano il doppio di carne di noi, anche se la carne cacciata era molto più magra di quella allevata di oggi che contiene il 25% invece del 4% di grassi.

domenica 29 agosto 2010

Dopo la meritata vacanza estiva

Dopo la meritata vacanza estiva




Eccoci di nuovo qui insieme dopo una serena vacanza estiva con le nostre famiglie, vorrei soffermarmi brevemente su un aspetto, che riguarda Gold Age, che tutti voi sapete essere l'evento di punta dell'Organizzazione al quale dobbiamo dedicare il massimo sforzo per poter coinvolgere in ottobre un gran numero di soci dinamici e motivati.

Tutti insiemi come una grande orchestra. La musica che vogliamo noi è una melodia armoniosa che deve intonarsi con la rivoluzione organizzativa avviata nei mesi scorsi, e che, dopo un periodo di riposo che con questo caldo è più che meritato, andrà rivitalizzata con una performance straordinaria per numeri e contenuti, all'appuntamento autunnale di Gold Age a Rimini, dove ciascun presidente provinciale è chiamato a fare la propria parte con un seguito degno del numero di associati che rappresenta.

Per rimanere in tema musicale, la "direzione d'orchestra" che nel nostro caso si chiamano Giunta e Consiglio, si sono riunite a Rimini, ponendo proprio l'accento sulla manifestazione Gold Age, che dopo due anni di assenza tornerà alla ribalta delle cronache nazionali con una visibilità ed un eco che non possono essere inferiori al memorabile 11 novembre 2008, al PalaLottomatica di Roma.

Il successo di 50&Più, dunque, dipende da ciascuno di noi!

Fiducioso sulla presenza copiosa di soci e dirigenti 50&Più a questo nostro storico appuntamento, per maggiori informazioni rivolgersi presso i nostri uffici Via Garibaldi, 48 tel.0874 483194.





Concorso 50&più Prosa, Poesia

E' iniziato il conto alla rovescia per i tanti artisti dilettanti che, anche quest’anno, hanno voluto partecipare al Concorso 50&Più di Prosa, Poesia, Pittura e Fotografia, alla sua ventottesima edizione. A fare da cornice alla manifestazione, dal 26 settembre al 3 ottobre è Levico Terme, nota cittadina termale nel cuore della Valsugana, in provincia di Trento. In attesa del risultato delle prime selezioni, tanti partecipanti in trepidazione attenderanno il verdetto finale della giuria che proclamerà i vincitori delle varie sezioni del Concorso con l’assegnazione delle ricercatissime “Farfalle d’oro” e l’ambito premio “Libellula”, che corona il vincitore tra i vincitori. Inoltre, il Concorso è l’occasione per perfezionarsi, approfittando dei laboratori di scrittura, pittura e fotografia condotti da noti personaggi del mondo artistico e culturale. Non è mai troppo tardi per imparare tecniche e, soprattutto, “rubare” qualche trucco del mestiere. Nel corso della settimana non mancheranno gli spettacoli serali di musica, teatro, ballo e il tradizionale spettacolo di chiusura animato dai concorrenti più... “esibizionisti”





In pensione più tardi con le “finestre mobili”

Con le finestre mobili d’uscita, introdotte dalla manovra di governo (decreto legge n.78 del 31 maggio 2010), il pensionamento di vecchiaia e di anzianità a partire dal 2011, si allontana per tutti.

Non sono esclusi nemmeno coloro che hanno 40 anni di contributi: anche per loro la pensione si potrà ottenere dopo dodici o diciotto mesi, rispettivamente se si tratta di lavoratori dipendenti o di autonomi.

Senza tanti giri di parole, la manovra produce - nei fatti - un aumento dell’età di pensionamento.

L’applicazione, in molti casi, è particolarmente dolorosa. Si pensi al lavoratore autonomo che compie i 65 anni all’inizio di marzo del 2011: il periodo di “attesa” – cioè il tempo che intercorre tra il momento di maturazione del requisito per la vecchiaia e la decorrenza della pensione – sarà, come detto, di 18 mesi. Quindi percepirà la pensione da ottobre 2012, con un aumento di ben 12 mesi rispetto a quanto gli sarebbe accaduto con il sistema attuale delle finestre.

La tabella che si riporta (tab. A) mette a confronto le differenti decorrenze delle pensioni (vecchiaia e anzianità) con le attuali finestre e con le nuove finestre mobili.

E’ importante sottolineare che coloro i quali maturano i requisiti per la pensione di vecchiaia e di anzianità entro il 31 dicembre 2010 usufruiscono delle vecchie finestre.

Nulla cambia, poi, sul piano dei requisiti per l’ottenimento delle predette pensioni.

Pensione di vecchiaia

I requisiti previsti per il 2011 per questa prestazione sono:

? 65 anni di età per gli uomini e 60 anni per le donne (61 anni di età per le donne del pubblico impiego);

? Minimo contributivo di 20 anni;

? Cessazione dall’attività lavorativa come dipendenti (non vale per gli autonomi).

Pensione di anzianità

Per questa prestazione bisogna invece considerare che dal 2011 la quota – cioè la somma di età anagrafica e anzianità contributiva – aumenta di un anno. Per cui i requisiti sono:

? Quota 96, con età di almeno 60 anni per i lavoratori dipendenti e quota 97, con età di 61 anni per i lavoratori autonomi;

? Minimo contributivo di 40 anni indipendentemente dall’età anagrafica (anche in questo caso si applicano le finestre mobili, vedi tab.B)

? Cessazione dell’attività lavorativa come dipendenti (non vale per gli autonomi).

E’ opportuno, comunque, data la particolare e complessa applicazione normativa, rivolgersi agli uffici del Patronato 50&PiùEnasco che, gratuitamente e presenti su tutto il territorio nazionale, sono in grado di fornire tutte le informazioni, i consigli e i chiarimenti necessari.

domenica 18 luglio 2010

GOLD AGE

GOLD AGE

“la vita buona” Forun internazionale degli Over 50
Rimini, dal 14 al 18 ottobre

Gold Age è l’unica vera manifestazione rappresentativa dell’universo della “terza età”. Un importante momento di confronto e verifica della rilevanza del mondo over 50 che vuole essere ancora protagonista attivo e responsabile nella vita della collettività. La vita buona, ripartire da noi per cambiare la realtà oltre che esplicare quando si vede nell’immagine vuole essere un richiamo ad esser un soggetto attivo, a riprendere sul serio e propri desideri e a non aver paura di prendere iniziativa.

Le tre intense giornate di Gold Age 2010 avranno, come filo conduttore, il tema “la vita buona”: su questa ricerca e sulla sua definizione si snoderanno gli incontri mattutini e pomeridiani, la sera, come è ormai tradizione, sarà animata dagli spettacoli musicali che quest’anno avranno il loro momento di massimo richiamo nel concerto di Fiorella Mannoia, presso il Palacongressi di Rimini.

Rimini ha un cuore antico, la sua storia e le sue origini sono importanti e antiche. Ancora oggi la città è il cuore pulsante di tutta la Romagna, una terra ospitale con forti tradizioni e sapori tipici. La città di Rimini ha un grande bacino di strutture ricettive, hotel di tutte le categorie che la rendono una delle mete turistiche italiane più apprezzate a livello internazionale.

Tutti gli hotel, di categoria 3 stelle, stelle superiore e 4 stelle, sono ubicati al centro di Rimini e collegati al Palacongressi tramite navette coordinate dalla nostra associazione. Tutti gli hotel previsti per questo Evento effettueranno il trattamento di pensione completa, bevande incluse a i pasti, con menù a tre portate. I servizi inizieranno con la cena del giorno di arrivo e termineranno con il pranzo del giorno di partenza.

L’offerta per il soggiorno a Rimini e molta varia e articolata, la nostra associazione Nazionale è riuscita a trattare con le suddette strutture pacchetti turistici molto convenienti iniziando con: 3 gg. e due notti quota individuale di 100 euro.

La nostra associazione Provinciale intende mettere a disposizione un pullman per poter raggiungere la cittadina adriatica numerosi.

domenica 27 giugno 2010

Cambio epocale


Cambio epocale


In relazione al nuovo brand di sistema si sta provvedendo in questi giorni al rinnovamento e alla rielaborazione dell’immagine della Federazione.

A compimento di un lungo percorso iniziato 4 anni fa con una serie di innovazioni sostanziali ma anche di immagine, il 15 giugno, simultaneamente, in 103 Province, 20 Regioni e oltre 700 tra uffici zonali e recapiti, apparirà la targa che sancisce il nuovo nome del Sistema 50&PIU'.

Che cosa significa questo è presto detto: non ci sarà più confusione sulle sigle di società, patronato, associazione e su chi fa che cosa. Il vantaggio più palpabile sarà fruito dalla comunicazione, più diretta, più efficace, più univoca... in una sola parola più di Sistema.

Per ripercorrere la strada che ci ha portati fin qui, la nuova immagine della Federazione sono state presentate dal Segretario generale Gabriele Sampaolo, nel corso dell'ultima Assemblea svoltasi a Marina di Ginosa, località che sta ospitando, in questi giorni, gli incontri di primavera 2010.

Tutta questa impostazione comunicativa unita al lavoro effettuato nel passato più recente, è preludio a un auspicato allargamento della base associativa che consentirà, con il crescente impatto che potremo avere, risultati tangibili anche a livello politico, così da poter lavorare per cercare di garantire un invecchiamento sostenibile, ragionato e soprattutto felice agli ultracinquantenni del nostro Paese.

domenica 13 giugno 2010

Pensioni minime e maggiorazione 2010

Pensioni minime e maggiorazione 2010







Pensioni minime e maggiorazione 2010




Sono diventati più semplici e basati solo su dati certi i rapporti tra Inps e pensionati che percepiscono prestazioni legate al reddito. Già dall’anno scorso con la legge n. 14 del 2009, è stato stabilito che ai fini delle prestazioni collegate al reddito si tiene conto unicamente del reddito conseguito dal beneficiario e dal coniuge nell’anno solare precedente e non più, come era avvenuto in precedenza, su quello presunto dell’anno in corso.



Con questa normativa il fenomeno, causato principalmente da erogazioni basate sul criterio del reddito presunto, è stato notevolmente ridimensionato. Il diritto, dunque, alle quote di pensione viene verificato tenendo conto unicamente del reddito conseguito l’anno precedente. Questo parametro, inoltre, resta invariato fino al 30 giugno dell’anno successivo. Nel 2010, per esempio, sul modello RED – che i pensionati debbono inoltrare tramite il Caf entro il 30 giugno prossimo – va riportato il reddito del 2009 sulla cui base viene confermato, ridotto o aumentato l’importo spettante fino al 30 giugno del 2011.



Il calcolo della pensione minima

Per capire adesso con quale criterio viene attribuita l’integrazione dobbiamo ricordare anzitutto che l’Inps calcola la pensione sulla base dei versamenti effettuati. Ma se l’importo risulta inferiore al minimo di legge (460,97 euro al mese nel 2010) aggiunge la differenza, cioè una integrazione a totale carico dello Stato.

Attenzione però, l’integrazione, che un tempo veniva concessa a chiunque avesse maturato il diritto a pensione, oggi è strettamente legata ai redditi personali per chi vive da solo e a quelli della coppia per chi è coniugato. La legge fissa determinati limiti di reddito che, come si è detto, vengono aggiornati di anno in anno in base al tasso di inflazione (costo della vita pari allo 0,7% per il 2010).

.

E anche chi non li supera non è detto che riceva come integrazione la differenza tra la pensione maturata e il trattamento minimo. A seconda del reddito dichiarato può essere assegnata la misura intera o ridotta. Per chiarire meglio vediamo intanto come si presenta la situazione per i pensionati che vivono da soli. Nel 2010 possono contare sul trattamento minimo di 460,97 euro mensili se il loro reddito annuo non supera 5.950,88 euro.

.

Se il reddito extra pensione si colloca tra 5.950,88 euro e 11.901,76 euro l’integrazione spetta in misura ridotta, pari alla differenza tra quest’ultimo importo e il reddito conseguito. Per rendere meglio il concetto è bene fare l’esempio di un pensionato che ha maturato con i soli contributi una pensione di 200 euro al mese e possiede altri redditi (case, altre pensioni ecc..) per 9.000 euro l’anno. In questo caso l’integrazione è di 223,21 euro (11.911,76 – 9.000 : 13) per cui la pensione sarà di 423 euro al mese, inferiore quindi al trattamento minimo.

I redditi personali e della coppia

Il discorso diventa più complicato per le persone coniugate che devono superare in pratica un doppio sbarramento: quello del reddito personale che deve restare nei limiti sopra indicati e quello della coppia. Quest’anno la situazione si presenta in questi termini:

1) reddito personale che non supera 5.950,88 euro e reddito della coppia non oltre 17.852.64 euro; in questo caso al pensionato spetta l’integrazione intera e viene quindi garantito il trattamento minimo di 460,97 euro al mese.

2) reddito personale compreso tra 5.950,88 e 11.901,76 e reddito della coppia compreso tra 17.852,64 e 23.803,52. In questo caso l’integrazione spetta in misura ridotta.

La legge stabilisce che l’importo spettante è quello minore risultante dal doppio confronto tra il limite massimo di reddito personale (11.901,76) e quello effettivamente posseduto e tra il limite di reddito della coppia (23.803,52) e quello conseguito. Nella tabella A che si riporta in seguito sono sintetizzati i requisiti per ottenere l’integrazione.

Le maggiorazioni sociali

Chi vive con una sola pensione o quasi può avere qualcosa in più della pensione minima. La legge riconosce, infatti, le cosiddette maggiorazioni sociali, che variano in base all’età del pensionato. La quota aggiuntiva è di 25,83 euro al mese per coloro che hanno dai 60 ai 64 anni, di 82,64 euro per chi ha un’età che si colloca tra 65 e i 69 anni. Dai 70 anni in su l’integrazione è di 136,44 euro. I 70 anni richiesti si possono ridurre fino a 65, in ragione di un anno per ogni cinque di contributi versati. Per gli invalidi totali l’età minima è di 60 anni.

Nel 2010 le maggiorazioni sono subordinate al non superamento dei limiti di reddito riportati nella tabella B. Per i non coniugati il limite di reddito personale è dato dall’ammontare del trattamento minimo, più l’importo annuo della maggiorazione. Mentre per i coniugati il reddito della coppia non deve superare il limite personale, maggiorato dell’importo dell’assegno sociale (411,53 nel 2010).



Quali redditi

Sia per la pensione minima che per la maggiorazione sociale, e’ il caso di ricordare che l’Inps considera tutti i redditi di qualsiasi natura, compresi quelli esenti o tassati alla fonte come gli interessi bancari e postali, i rendimenti da bot e altri titoli. Nel computo rientrano anche le rendite Inail e gli assegni assistenziali. In altre parole bisogna denunciare tutto con la sola eccezione dei redditi provenienti da:

• la casa di abitazione;

• le pensioni di guerra;

• l’assegno di accompagno;

• i trattamenti di famiglia;

• i sussidi erogati da Enti Pubblici senza carattere di continuità

E’ opportuno, comunque, data la particolare applicazione normativa, rivolgersi agli uffici del Patronato 50&Più Enasco che, gratuitamente e presenti su tutto il territorio nazionale, sono in grado di fornire tutte le informazioni e i chiarimenti necessari.

Pensioni minime e maggiorazione 2010

Sono diventati più semplici e basati solo su dati certi i rapporti tra Inps e pensionati che percepiscono prestazioni legate al reddito. Già dall’anno scorso con la legge n. 14 del 2009, è stato stabilito che ai fini delle prestazioni collegate al reddito si tiene conto unicamente del reddito conseguito dal beneficiario e dal coniuge nell’anno solare precedente e non più, come era avvenuto in precedenza, su quello presunto dell’anno in corso.
Con questa normativa il fenomeno, causato principalmente da erogazioni basate sul criterio del reddito presunto, è stato notevolmente ridimensionato. Il diritto, dunque, alle quote di pensione viene verificato tenendo conto unicamente del reddito conseguito l’anno precedente. Questo parametro, inoltre, resta invariato fino al 30 giugno dell’anno successivo. Nel 2010, per esempio, sul modello RED – che i pensionati debbono inoltrare tramite il Caf entro il 30 giugno prossimo – va riportato il reddito del 2009 sulla cui base viene confermato, ridotto o aumentato l’importo spettante fino al 30 giugno del 2011.

Il calcolo della pensione minima

Per capire adesso con quale criterio viene attribuita l’integrazione dobbiamo ricordare anzitutto che l’Inps calcola la pensione sulla base dei versamenti effettuati. Ma se l’importo risulta inferiore al minimo di legge (460,97 euro al mese nel 2010) aggiunge la differenza, cioè una integrazione a totale carico dello Stato.

Attenzione però, l’integrazione, che un tempo veniva concessa a chiunque avesse maturato il diritto a pensione, oggi è strettamente legata ai redditi personali per chi vive da solo e a quelli della coppia per chi è coniugato. La legge fissa determinati limiti di reddito che, come si è detto, vengono aggiornati di anno in anno in base al tasso di inflazione (costo della vita pari allo 0,7% per il 2010).
E anche chi non li supera non è detto che riceva come integrazione la differenza tra la pensione maturata e il trattamento minimo. A seconda del reddito dichiarato può essere assegnata la misura intera o ridotta. Per chiarire meglio vediamo intanto come si presenta la situazione per i pensionati che vivono da soli. Nel 2010 possono contare sul trattamento minimo di 460,97 euro mensili se il loro reddito annuo non supera 5.950,88 euro.
Se il reddito extra pensione si colloca tra 5.950,88 euro e 11.901,76 euro l’integrazione spetta in misura ridotta, pari alla differenza tra quest’ultimo importo e il reddito conseguito. Per rendere meglio il concetto è bene fare l’esempio di un pensionato che ha maturato con i soli contributi una pensione di 200 euro al mese e possiede altri redditi (case, altre pensioni ecc..) per 9.000 euro l’anno. In questo caso l’integrazione è di 223,21 euro (11.911,76 – 9.000 : 13) per cui la pensione sarà di 423 euro al mese, inferiore quindi al trattamento minimo.

I redditi personali e della coppia

Il discorso diventa più complicato per le persone coniugate che devono superare in pratica un doppio sbarramento: quello del reddito personale che deve restare nei limiti sopra indicati e quello della coppia. Quest’anno la situazione si presenta in questi termini:

1) reddito personale che non supera 5.950,88 euro e reddito della coppia non oltre 17.852.64 euro; in questo caso al pensionato spetta l’integrazione intera e viene quindi garantito il trattamento minimo di 460,97 euro al mese.

2) reddito personale compreso tra 5.950,88 e 11.901,76 e reddito della coppia compreso tra 17.852,64 e 23.803,52. In questo caso l’integrazione spetta in misura ridotta.

La legge stabilisce che l’importo spettante è quello minore risultante dal doppio confronto tra il limite massimo di reddito personale (11.901,76) e quello effettivamente posseduto e tra il limite di reddito della coppia (23.803,52) e quello conseguito. Nella tabella A che si riporta in seguito sono sintetizzati i requisiti per ottenere l’integrazione.

Le maggiorazioni sociali

Chi vive con una sola pensione o quasi può avere qualcosa in più della pensione minima. La legge riconosce, infatti, le cosiddette maggiorazioni sociali, che variano in base all’età del pensionato. La quota aggiuntiva è di 25,83 euro al mese per coloro che hanno dai 60 ai 64 anni, di 82,64 euro per chi ha un’età che si colloca tra 65 e i 69 anni. Dai 70 anni in su l’integrazione è di 136,44 euro. I 70 anni richiesti si possono ridurre fino a 65, in ragione di un anno per ogni cinque di contributi versati. Per gli invalidi totali l’età minima è di 60 anni.

Nel 2010 le maggiorazioni sono subordinate al non superamento dei limiti di reddito riportati nella tabella B. Per i non coniugati il limite di reddito personale è dato dall’ammontare del trattamento minimo, più l’importo annuo della maggiorazione. Mentre per i coniugati il reddito della coppia non deve superare il limite personale, maggiorato dell’importo dell’assegno sociale (411,53 nel 2010).
Quali redditi

Sia per la pensione minima che per la maggiorazione sociale, e’ il caso di ricordare che l’Inps considera tutti i redditi di qualsiasi natura, compresi quelli esenti o tassati alla fonte come gli interessi bancari e postali, i rendimenti da bot e altri titoli. Nel computo rientrano anche le rendite Inail e gli assegni assistenziali. In altre parole bisogna denunciare tutto con la sola eccezione dei redditi provenienti da:

• la casa di abitazione;

• le pensioni di guerra;

• l’assegno di accompagno;

• i trattamenti di famiglia;

• i sussidi erogati da Enti Pubblici senza carattere di continuità

E’ opportuno, comunque, data la particolare applicazione normativa, rivolgersi agli uffici del Patronato 50&Più Enasco che, gratuitamente e presenti su tutto il territorio nazionale, sono in grado di fornire tutte le informazioni e i chiarimenti necessari.

Pensioni minime e maggiorazione 2010

Pensioni minime e maggiorazione 2010
Sono diventati più semplici e basati solo su dati certi i rapporti tra Inps e pensionati che percepiscono prestazioni legate al reddito. Già dall’anno scorso con la legge n. 14 del 2009, è stato stabilito che ai fini delle prestazioni collegate al reddito si tiene conto unicamente del reddito conseguito dal beneficiario e dal coniuge nell’anno solare precedente e non più, come era avvenuto in precedenza, su quello presunto dell’anno in corso.
Con questa normativa il fenomeno, causato principalmente da erogazioni basate sul criterio del reddito presunto, è stato notevolmente ridimensionato. Il diritto, dunque, alle quote di pensione viene verificato tenendo conto unicamente del reddito conseguito l’anno precedente. Questo parametro, inoltre, resta invariato fino al 30 giugno dell’anno successivo. Nel 2010, per esempio, sul modello RED – che i pensionati debbono inoltrare tramite il Caf entro il 30 giugno prossimo – va riportato il reddito del 2009 sulla cui base viene confermato, ridotto o aumentato l’importo spettante fino al 30 giugno del 2011.
Il calcolo della pensione minima

Per capire adesso con quale criterio viene attribuita l’integrazione dobbiamo ricordare anzitutto che l’Inps calcola la pensione sulla base dei versamenti effettuati. Ma se l’importo risulta inferiore al minimo di legge (460,97 euro al mese nel 2010) aggiunge la differenza, cioè una integrazione a totale carico dello Stato.

Attenzione però, l’integrazione, che un tempo veniva concessa a chiunque avesse maturato il diritto a pensione, oggi è strettamente legata ai redditi personali per chi vive da solo e a quelli della coppia per chi è coniugato. La legge fissa determinati limiti di reddito che, come si è detto, vengono aggiornati di anno in anno in base al tasso di inflazione (costo della vita pari allo 0,7% per il 2010).
E anche chi non li supera non è detto che riceva come integrazione la differenza tra la pensione maturata e il trattamento minimo. A seconda del reddito dichiarato può essere assegnata la misura intera o ridotta. Per chiarire meglio vediamo intanto come si presenta la situazione per i pensionati che vivono da soli. Nel 2010 possono contare sul trattamento minimo di 460,97 euro mensili se il loro reddito annuo non supera 5.950,88 euro.
Se il reddito extra pensione si colloca tra 5.950,88 euro e 11.901,76 euro l’integrazione spetta in misura ridotta, pari alla differenza tra quest’ultimo importo e il reddito conseguito. Per rendere meglio il concetto è bene fare l’esempio di un pensionato che ha maturato con i soli contributi una pensione di 200 euro al mese e possiede altri redditi (case, altre pensioni ecc..) per 9.000 euro l’anno. In questo caso l’integrazione è di 223,21 euro (11.911,76 – 9.000 : 13) per cui la pensione sarà di 423 euro al mese, inferiore quindi al trattamento minimo.
I redditi personali e della coppia
Il discorso diventa più complicato per le persone coniugate che devono superare in pratica un doppio sbarramento: quello del reddito personale che deve restare nei limiti sopra indicati e quello della coppia. Quest’anno la situazione si presenta in questi termini:

1) reddito personale che non supera 5.950,88 euro e reddito della coppia non oltre 17.852.64 euro; in questo caso al pensionato spetta l’integrazione intera e viene quindi garantito il trattamento minimo di 460,97 euro al mese.

2) reddito personale compreso tra 5.950,88 e 11.901,76 e reddito della coppia compreso tra 17.852,64 e 23.803,52. In questo caso l’integrazione spetta in misura ridotta.

La legge stabilisce che l’importo spettante è quello minore risultante dal doppio confronto tra il limite massimo di reddito personale (11.901,76) e quello effettivamente posseduto e tra il limite di reddito della coppia (23.803,52) e quello conseguito. Nella tabella A che si riporta in seguito sono sintetizzati i requisiti per ottenere l’integrazione.

Le maggiorazioni sociali

Chi vive con una sola pensione o quasi può avere qualcosa in più della pensione minima. La legge riconosce, infatti, le cosiddette maggiorazioni sociali, che variano in base all’età del pensionato. La quota aggiuntiva è di 25,83 euro al mese per coloro che hanno dai 60 ai 64 anni, di 82,64 euro per chi ha un’età che si colloca tra 65 e i 69 anni. Dai 70 anni in su l’integrazione è di 136,44 euro. I 70 anni richiesti si possono ridurre fino a 65, in ragione di un anno per ogni cinque di contributi versati. Per gli invalidi totali l’età minima è di 60 anni.

Nel 2010 le maggiorazioni sono subordinate al non superamento dei limiti di reddito riportati nella tabella B. Per i non coniugati il limite di reddito personale è dato dall’ammontare del trattamento minimo, più l’importo annuo della maggiorazione. Mentre per i coniugati il reddito della coppia non deve superare il limite personale, maggiorato dell’importo dell’assegno sociale (411,53 nel 2010).
Quali redditi

Sia per la pensione minima che per la maggiorazione sociale, e’ il caso di ricordare che l’Inps considera tutti i redditi di qualsiasi natura, compresi quelli esenti o tassati alla fonte come gli interessi bancari e postali, i rendimenti da bot e altri titoli. Nel computo rientrano anche le rendite Inail e gli assegni assistenziali. In altre parole bisogna denunciare tutto con la sola eccezione dei redditi provenienti da:

• la casa di abitazione;

• le pensioni di guerra;

• l’assegno di accompagno;

• i trattamenti di famiglia;

• i sussidi erogati da Enti Pubblici senza carattere di continuità

E’ opportuno, comunque, data la particolare applicazione normativa, rivolgersi agli uffici del Patronato 50&Più Enasco che, gratuitamente e presenti su tutto il territorio nazionale, sono in grado di fornire tutte le informazioni e i chiarimenti necessari.

mercoledì 26 maggio 2010

Maestri del commercio

Maestri del commercio Isernia 2009


Maestri del commercio Isernia 2009




E’ ormai una consuetudine quella di organizzare la premiazione dei Maestri del Commercio in prossimità delle feste natalizie.

Grazie a 50&Più Fenacom, a Confcommercio e alla Camera di Commercio, il 13 dicembre, nella splendida sala del Ristorante La Tequila di Isernia, sono state consegnate le onorificenze al Maestro del commercio Cardarelli Domenico di professione macellaio di Frosolone premiato con l’aquila d’oro e a La Graca Attilio di Isernia premiato con l’aquila d’argento.

E’ stato premiato l’impegno e la costanza di questi operatori e il bagaglio di esperienza che hanno maturato, un lascito prezioso per quanti si affacciano al mondo del commercio. Il pensiero va ovviamente ai “Maestri del commercio” che hanno dato valore aggiunto al loro essere imprenditori, diventando autentici esempi per le nuove generazioni di commercianti”.

Vite dedicate al lavoro, esempi per le giovani generazioni che oggi si affacciano nel mondo della piccola e media impresa.

Maestri del commercio Isernia 2007


A Isernia, presso la sala dei ricevimenti dell’albergo "La Tequila", alla presenza del Presidente della Provincia avvocato Raffaele Mauro, del Sindaco della città di Isernia, l'avvocato Gabriele Melogli, del Presidente della Camera di Commercio dott. Luigi Brasiello e del Presidente Ascom-Confcommercio, il 2 dicembre 2007 sono stati festeggiati i Maestri del Commercio cittadini.

Con l'attribuzione delle onorificenze si è inteso riconoscere l'importanza del ruolo rivestito dai premiati nell'ambito del tessuto sociale in cui hanno operato per tanti anni.

La premiazione delle Aquile di Argento Bruno SANTORO, Fernando DAMIANI e Vincenzo BRASIELLO, delle Aquile d'Oro Aldo BRASIELLO, Giuseppe DI BENEDETTO, Filiberto RICCI, Liborio VENDITTI, Roberto CIMINI, Bruno DI NEZZA e di quella di Diamante, Mario CASTIELLO si è svolta alla presenza di un vasto e partecipe pubblico.

Maestri del commercio Isernia 2008

Maestri del commercio Isernia 2008


Nella splendida cornice della sala da ricevimento dell’Hotel “La Tequila” di Isernia

domenica 14 dicembre, la Confcommercio e la 50&Più Fenacom della provincia di Isernia hanno organizzato per il secondo anno un ricevimento per premiare i maestri del commercio della provincia.

Una serata di gala per un ricevimento davvero impostante per coloro che si sono distinti non solo nella loro attività, ma soprattutto per le occasioni di arricchimento e di crescita sociale a chi ha dedicato una vita al lavoro.

La serata ha visto la presenza delle massime autorità l’assessore regionale alle attività produttive Franco Giorgio, l’assessore al commercio del comune di Isernia ed esponenti della provincia.

Le aquile d’argento sono state conferite a: Nicolino La Posta di Isernia; Florindo Innamorato di Isernia; Michele Testa di Isernia; Emilio Lombardi di Colli a Volturno; Vincenzo Della Corte (premio alla memoria) di Isernia; Michele Freda di Isernia.

Le aquile d’oro sono invece andate a Vincenzo Tavarozzi di Agnone. L’aquila di diamante è stato consegnato a Renato Fabrizio di Filignano.

Tutti operatori commerciali che di generazione in generazione portano avanti la propria attività tramandando ai posteri le proprie conoscenze.

Gli effetti della crisi internazionale comincia a farsi sentire in una regione in cui la disoccupazione è altissima mentre i redditi delle famiglie sono in calo.

E' evidente che se questo sistema, dominato da monopoli, multinazionali e logiche commerciali finalizzate all'esasperata industrializzazione dei prodotti, è crollato rovinosamente sotto gli occhi di tutti significa che è giunto il momento di cambiare definitivamente rotta e di tornare a valorizzare l'aspetto locale del commercio e il legame unico che si ha con la propria terra.

“La qualità deve vincere sulla quantità, il piccolo deve avere pari diritti e dignità del grande produttore e distributore, perché in grado di offrire merci qualitativamente superiori e di garantire una ricchezza reale che si trasferisce in modo concreto sul tessuto sociale in cui opera. L’operatore è desideroso di mettere a disposizione le proprie competenze professionali, quindi bisogna puntare sull’esperienza delle persone adulte, mescolando ambizioni è creatività della nuova generazione".

E’ stato questo il messaggio che il presidente regionale della 50&Più Fenacom Isernia Michele Natilli ha dato a tutti i presenti.

mercoledì 14 aprile 2010

Aquile delCommercio 2009

Nella splendida cornice della sala da ricevimento dell’Hotel “Centrum Palace” di Campobasso. Alle ore 17.30 di domenica 17 maggio, la Confcommercio e la Fenacom del Molise hanno organizzato per il quarto anno consecutivo un ricevimento per premiare i maestri del commercio della regione. Erano presenti, oltre ai soci, anche diverse autorità locali tra cui il Sindaco di Campobasso Giuseppe Di Fabio, l’Assessore al Commercio Carmelo Parpiglia, il Presidente del Consiglio Pietro Maio nonché la presenza del Vice Presidente Fenacom Nazionale Dante Di Mattia che nel suo intervento ha portao i saluti del Presidente Nazionale Giogio Re. L’incontro e stato introdotto dal Dott. Franco Procino, segretario 50&più Fenacom Molise, Appena dopo il Presidente Fenacom Molise Michele Natilli e Paolo Spina Presidente Confcommercio Campobasso. “Gli effetti della crisi internazionale - ha affermato nel suo intervento il Presidente Fenacom Natilli - comincia a farsi sentire in una regione in cui la disoccupazione è altissima, mentre i redditi delle famiglie sono in calo. E' evidente che se questo sistema – ha proseguito - dominato da monopoli, multinazionali e logiche commerciali finalizzate all'esasperata industrializzazione dei prodotti, è crollato rovinosamente sotto gli occhi di tutti significa che è giunto il momento di cambiare definitivamente rotta e di tornare a valorizzare l'aspetto locale del commercio e il legame unico che si ha con la propria terra. La qualità deve vincere sulla quantità – ha poi concluso - il piccolo deve avere pari diritti e dignità del grande produttore e distributore, perché in grado di offrire merci qualitativamente superiori e di garantire una ricchezza reale che si trasferisce in modo concreto sul tessuto sociale in cui opera.. E’ stato organizzato un convegno medico dal titolo “L’alimentazione dell’età anziana” realizzato in collaborazione con l’Università degli Studi del Molise ed ha avuto come tema centrale lo stile di vite delle persone della terza età e la valorizzazione delle loro capacità. In qualità di moderatore Il Prof. Giampaolo Colavita, docente di ispezione e controllo degli alimenti, Il Prof Giancarlo Salvatori, docente di nutrizione ha curato il tema “L’alimentazione dell’anziano”. Muoversi adeguatamente, pensare positivo significa salute, e stato il tema curato dal Dott. Giuseppe Di Domenico Fisioterapista. Durante la manifestazione è stato presentato al pubblico anche il libro, curato da Michele Natilli, dal titolo: “La carne, dalla quantità alla qualità”. L’iniziativa nasce per trasmettere agli altri e per lasciare ai posteri una serie di informazioni che riguardano un evento culturale e gastronomico, tenutosi nel capoluogo molisano, che ha riscosso un ottimo risultato in termini di pubblico e di consenso. Si tratta dell’ultima edizione dell’incontro annuale Federcarni - Confcommercio, risalente al 23 novembre 2008. In quell’occasione, la Federcarni ha organizzato una degustazione guidata di antipasti tipici locali a base di carne che hanno fatto la storia della nostra regione. Il pubblico presente alla manifestazione dal titolo “La carne dalla quantità alla qualità” , ha potuto così assaporare, seguendo le indicazioni di esperti di vari settori, le prelibatezze che il Molise è in grado di offrire. Un team di Maestri Macellai, coadiuvato da un team di professionisti, tra cui il professore dell’Università degli Studi del Molise Giampaolo Col avita, la dottoressa Annamaria Lombardi, Il Dott. Dante Rosati, il Dott. Gabriele DiBlasio hanno dispensato consigli alla platea e illustrato le qualità gastronomiche dei piatti. Il presidente della Federfiori della provincia di Campobasso ha invece abbinato ad ogni portata una composizione floreale, in modo da creare un suggestivo mix di colori e profumi. I commensali sono stati inoltre sottoposti ad una serie di test per valutare al termine di ogni pietanza l’aspetto visivo, il gusto, l’abbinamento e la coreografia dei piatti. I risultati ampiamente positivi riscontrati a seguito della correzione dei questionari hanno stimolato ancora di più il desiderio di immortalare l’evento e di promuoverlo ad un pubblico ancora più vasto, fatto di appassionati, addetti ai lavori, ma anche di semplici curiosi che hanno voglia di conoscere in maniera approfondita e, se ci è concesso, anche originale, l’arte culinaria molisana.


Il consueto incontro della Fenacom Confcommercio è stata l’occasione per insignire i soci dell’ Onorificenza delle “Aquile d’Argento”, “Aquile d’Oro” e “Aquile di Diamante” rispettivamente per i 25, 40 e 50 anni di attività imprenditoriale dediti alla crescita della propria azienda e quindi dell’intero sistema economico e sociale. Un modo per riconoscere l’importanza del ruolo attivo e prezioso da essi rivestito e la creazione di insostituibile occasione di arricchimento e crescita sociale a coloro che hanno dedicato una vita al lavoro. Un breve curriculum ha illustrato ai presenti, ha fotografato le particolari “storie di lavoro” che hanno caratterizzato la loro vita. Si è trattato di uno spaccato della vita commerciale della nostra regione dell’ultimo cinquantennio, con protagonisti i Maestri che hanno dato valore aggiunto al loro essere imprenditori, diventando esempi per le nuove generazioni. L’aquila d’argento è stata conferita a: Santo Barca; Nicola Leccese; Francesco Tullo; Giovanni Tartaglia, Carmela Sassano; Giuseppe Rainelli; Francesco Nardolillo; Lidia Spina.

L’aquila D’oro e stata conferita a: Luigi Greco; Adriana Mastropaolo; Adele Silvana Mirco; Celestino Petti. L’aquila di diamante conferita a: Perrella Diodato

Tutti operatori commerciali che di generazione in generazione portano avanti la propria attività tramandando ai posteri le proprie conoscenze. Vite dedicate al lavoro, esempi per le giovani generazioni che oggi si affacciano nel mondo della piccola e media impresa.